La riflessione intorno ai beni pubblici è stata oggetto, nel corso degli anni, di alterne vicende intellettuali, passando da un originario ed inevitabile richiamo esercitato dal tema sulla dottrina pubblicistica (e privatistica) per effetto dell'antica corrispondenza tra storia del demanio e storia dello stato, attraverso periodi di disinteresse, avvicendati da fasi di rinnovato fervore scientifico, tutto al fine di risolvere definitivamente i problemi di classificazione dei beni di proprietà pubblica.
§ 1. Premessa
L’ultimo comma dell'art. 119 Cost.prevede che «i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni abbiano un proprio patrimonio, attribuito secondo i principi generali determinati dalla legge dello Stato».
La riflessione intorno ai beni pubblici è stata oggetto, nel corso degli anni, di alterne vicende intellettuali, passando da un originario ed inevitabile richiamo esercitato dal tema sulla dottrina pubblicistica (e privatistica) per effetto dell'antica corrispondenza tra storia del demanio e storia dello stato, attraverso periodi di disinteresse, avvicendati da fasi di rinnovato fervore scientifico, tutto al fine di risolvere definitivamente i problemi di classificazione dei beni di proprietà pubblica.
La necessit&ag .... [continua]
Tra le differenti forme di abusivismo che è possibile riscontrare nei vari settori della vita socio-economica del paese, quello pubblicitario sembrerebbe percepito dalla collettività come marginale rispetto ad altre forme che vengono invece valutate ed etichettate come maggiormente gravi. Ma in realtà si tratta di un fenomeno assolutamente non trascurabile, che va via via assumendo i connotati di ciò che può essere definito come una piaga dilagante.
Un dato sul quale vale la pena soffermarsi, è quello relativo ad un fenomeno che è facilmente riscontrabile nell’ambiente stradale essendo costantemente sotto agli occhi di tutti gli utenti della strada.
Si tratta dell’ormai consueto proliferare di impianti pubblicitari abusivi sui vari tracciati stradali.
Tra le differenti forme di abusivismo che è possibile riscontrare nei vari settori della vita socio-economica del paese, quello pubblicitario sembrerebbe percepito dalla collettività come marginale rispetto ad altre forme che vengono invece valutate ed etichettate come maggiormente gravi. Ma in realtà si tratta di un fenomeno assolutamente non trascurabile, che va via via assumendo i connotati di ciò che può essere definito come una piaga dilagante.
Basti considerare che tale fenomeno, nonostante la rigidità della normativa esistente in materia, la quale, come abbiamo vi .... [continua]
Il fenomeno della privatizzazione sembra essere stato oggetto di innumerevoli contributi scientifici e giurisprudenziali.
La decisione in esame è all'uopo significativa: oggetto di analisi è la delicata questione della linea di confine fra soggetti pubblici e privati focalizzando l'attenzione su quei poteri pubblici di cui un ente privatizzato può ancora beneficiare.
§ 1. Premessa
Il fenomeno della privatizzazione sembra essere stato oggetto di innumerevoli contributi scientifici e giurisprudenziali.
La decisione in esame è all’uopo significativa: oggetto di analisi è la delicata questione della linea di confine fra soggetti pubblici e privati focalizzando l’attenzione su quei poteri pubblici di cui un ente privatizzato può ancora beneficiare.
Nel caso di specie il soggetto pubblico trasformato è l’Ente proprietario delle autostrade e strade statali, che nel 2002, per effetto della doppia fase di privatizzazione, diviene ANAS SpA.
Sottolineasi fin da ora, al fine di una più agevole lettura, che le indicazione di cui trattasi nel prosieguo faranno attenzione non solo alla condizione cui è pervenuto il Consiglio di Stato, ma bens&igra .... [continua]
Il principio di pianificazione ha avuto espresso riconoscimento sin dalla legge 1497/1939. La legge sulle bellezze naturali prevedeva, infatti, che per le cd. ellezze d'insieme si potesse procedere alla adozione di un piano territoriale paesistico al fine di impedire che le località interessate fossero utilizzate in modo pregiudizievole alla bellezza panoramica. Al piano, non casualmente definito all'epoca piano regolatore, non era estranea in linea di principio la funzione regolatrice e programmatoria caratteristica dei piani territoriali.
Il principio di pianificazione ha avuto espresso riconoscimento sin dalla legge 1497/1939. La legge sulle bellezze naturali prevedeva, infatti, che per le cd. bellezze d’insieme si potesse procedere alla adozione di un piano territoriale paesistico al fine di impedire che le località interessate fossero utilizzate in modo pregiudizievole alla bellezza panoramica. Al piano, non casualmente definito all’epoca piano regolatore, non era estranea in linea di principio la funzione regolatrice e programmatoria caratteristica dei piani territoriali.
I limiti della impostazione originaria furono corretti attraverso la norma contenuta nell’articolo 1-bis, legge 431/1985, che ha imposto alle Regioni di sottoporre a specifica normativa d’uso e di valorizzazione ambientale il territorio su cui ricadono i beni vincolati ex lege mediante la redazione di piani paesistici o di piani urbanistico-territoriali. La legge del 1985 ha attribuito .... [continua]
Con l'art. 15 del D.L. n. 78 del 31 maggio 2010 il Governo prima, ed il legislatore in fase di conversione poi, nell'ambito della manovra finanziaria, avevano sancito che, entro il 30 aprile 2011, sarebbero stati fissati - con decreto ministeriale - i criteri e le modalità per l'applicazione di un pedaggio sulle autostrade e sui raccordi autostradali in gestione diretta di ANAS S.p.A. Gli automobilisti sarebbero stati pertanto tenuti a versare un pedaggio, si specificava nel primo comma della suddetta norma, che sarebbe stato proporzionato ai costi di investimento e manutenzione straordinaria, oltre che di gestione, per tutte quelle tratte che lo stesso DPCM all'uopo emanato avrebbe individuato.
§ 1. La norma oggetto del ricorso
Con l’art. 15 del D.L. n. 78 del 31 maggio 2010 il Governo prima, ed il legislatore in fase di conversione poi, nell’ambito della manovra finanziaria, avevano sancito che, entro il 30 aprile 2011, sarebbero stati fissati – con decreto ministeriale – i criteri e le modalità per l’applicazione di un pedaggio sulle autostrade e sui raccordi autostradali in gestione diretta di ANAS S.p.A. Gli automobilisti sarebbero stati pertanto tenuti a versare un pedaggio, si specificava nel primo comma della suddetta norma, che sarebbe stato proporzionato ai costi di investimento e manutenzione straordinaria, oltre che di gestione, per tutte quelle tratte che lo stesso DPCM all’uopo emanato avrebbe individuato.
Tale decreto ministeriale sarebbe stato emanato, come detto, entro il 30 aprile 2011; fino a .... [continua]
L'amministrazione non è legittimata ad apporre alcun limite all'esercizio del suddetto diritto, se non per ragioni di tutela della sicurezza della circolazione stradale , dovendo sempre agire nel rispetto dei canoni di proporzionalità ed adeguatezza.
Nel corso della presente trattazione si è avuto modo di definire e di chiarire la portata del cosiddetto fenomeno del “contingentamento” della pubblicità su suolo pubblico.
È stato anche ribadito che la necessità di imporre alcune limitazioni all’esercizio dell’attività pubblicitaria su strade ed autostrade trova la sua principale giustificazione nella prioritaria esigenza di garantire e tutelare la sicurezza della circolazione. Questa, infatti, potrebbe essere concretamente messa a rischio a fronte di una disciplina non adeguata del fenomeno e le conseguenze negative di ciò ricadrebbero in via principale sui fruitori dei tracciati stradali.
Cercare di raggiungere l’obiettivo di migliorare e, quindi, tutelare in maniera concreta la sicurezza stradale comporta necessariamente un approccio articolato alla materia, nel quale confluiscono diversi e molteplici aspetti, da quelli prettament .... [continua]
Il tema delle concessioni cimiteriali consente subito due riflessioni dal momento che, sebbene si tratti di una delle attività che maggiormente impegna gli uffici comunali, raramente incontra l'interesse della dottrina. Ciò comporta, da un lato, delle difficoltà per chi si addentra, per la prima volta, nell'analisi della materia e, dall'altro lato, la possibilità di formulare delle riflessioni giuridiche innovative capaci di cogliere l'attenzione e, magari, di far appassionare gli studiosi al tema.
§ 1. Premesse
Il tema delle concessioni cimiteriali consente subito due riflessioni dal momento che, sebbene si tratti di una delle attività che maggiormente impegna gli uffici comunali, raramente incontra l’interesse della dottrina. Ciò comporta, da un lato, delle difficoltà per chi si addentra, per la prima volta, nell’analisi della materia e, dall’altro lato, la possibilità di formulare delle riflessioni giuridiche innovative capaci di cogliere l’attenzione e, magari, di far appassionare gli studiosi al tema.
Formulata questa preliminare premessa, occorre, però, ricordare che il presente contributo verrà circoscritto alle tematiche toccate dalla Sentenza del TAR Palermo, sezione II, 03/05/2011 n. 812 in modo tale da anticipare sin da subito che non si intende analizzare a pieno l’istituto della conces .... [continua]
La corretta attuazione del principio contenuto nell'articolo 9 della Costituzione, secondo quelli che furono i propositi dei costituenti, ed alla luce delle interpretazioni che del richiamato principio hanno dato la dottrina e la giurisprudenza prevalenti, dovrebbe avvenire attraverso due specifiche funzioni: la tutela e la valorizzazione. Dette funzioni, seppure ontologicamente distinte e riflettenti un ordine di attribuzioni nettamente differenziate, condividono, tuttavia, le medesime finalità: la preservazione e del territorio nazionale e la promozione dello sviluppo della cultura.
La corretta attuazione del principio contenuto nell’articolo 9 della Costituzione, secondo quelli che furono i propositi dei costituenti, ed alla luce delle interpretazioni che del richiamato principio hanno dato la dottrina e la giurisprudenza prevalenti, dovrebbe avvenire attraverso due specifiche funzioni: la tutela e la valorizzazione. Dette funzioni, seppure ontologicamente distinte e riflettenti un ordine di attribuzioni nettamente differenziate, condividono, tuttavia, le medesime finalità: la preservazione e del territorio nazionale e la promozione dello sviluppo della cultura.
Il Codice dei beni culturali e del paesaggio non si limita a dare una definizione di «beni paesaggistici», ma all’articolo 131, definisce espressamente anche il «paesaggio». Per quel che a noi interessa, occorrerà chiedersi brevemente se nell’accezione codicistica «paesaggio» e «beni paesaggistici» sono la stes .... [continua]
A quanto disposto dall'articolo 823 cc I co fa seguito un'eccezione: la competente amministrazione ha, infatti, il potere di concedere l'uso dei beni demaniali a privati, attraverso il rilascio di provvedimenti unilaterali di concessione . Tuttavia, il godimento di tali beni, considerando la loro particolare natura giuridica, non potrà avvenire gratuitamente: all'atto di concessione sarà, infatti, ex art. 39 I co del Codice della Navigazione, stabilita la misura di un canone che il concessionario sarà tenuto a versare periodicamente.
§ 1. Premessa
La sentenza in esame nasce da una controversia sorta tra la Capitaneria di porto di Savona ed Enel Distribuzione s.p.a., fornitrice di energia elettrica all’interno dell’area portuale di riferimento. Nello specifico, i giudici sono chiamati a stabilire se sussistano o meno le condizioni per applicare ad Enel Distribuzione s.p.a il canone demaniale marittimo ridotto, di cui all’articolo 39 II comma del Codice della Navigazione. L’articolo appena menzionato prevede, infatti, la possibilità di concedere l’utilizzo di aree demaniali dietro il pagamento di un canone di vantaggio, qualora si tratti di attività benefiche o prettamente rilevanti per il pubblico interesse. Ma la Capitaneria di porto rifiuta l’applicazione del canone predetto ritenendo che Enel, attraverso lo sfruttamento delle banchine per la posa di cavi e impianti strumen .... [continua]
L'irrequietezza della disciplina delle illegittime occupazioni poste in essere dalla p.a., che sono oggetto da molti decenni di interminabili contrasti sia in dottrina che in giurisprudenza, è dovuta in larga parte alle profonde differenze che separano l'occupazione illegittima di diritto comune e quella posta in essere dal soggetto pubblico.
§ 1. Premessa
L’irrequietezza della disciplina delle illegittime occupazioni poste in essere dalla p.a., che sono oggetto da molti decenni di interminabili contrasti sia in dottrina che in giurisprudenza, è dovuta in larga parte alle profonde differenze che separano l’occupazione illegittima di diritto comune e quella posta in essere dal soggetto pubblico [1]. Tali differenze affondano le radici nello stesso concetto di pubblica amministrazione, il cui scopo istituzionale di curare il pubblico interesse ne permea tutta l’azione, dall’attività provvedimentale rispettosissima della legalità alle forme più scorrette di impossessamento del bene altrui. Se è così, però, l’interprete non potrà applicare serenamente alle occupazioni illegittime poste in essere dalla p.a. quelle stesse re .... [continua]
In forza di quanto esposto sinora, emergono due punti fondamentali sui quali si basa la normativa attualmente disciplinante l'esercizio dell'attività pubblicitaria quando questa sia posta in essere su suolo pubblico: il primo è il preminente obiettivo del codice della strada teso a tutelare la sicurezza della circolazione; il secondo è la conseguente necessaria imposizione di limiti alla collocazione di impiantistica pubblicitaria su territorio appartenente al patrimonio pubblico.
§ 1. Autorizzazione all’installazione degli impianti pubblicitari.
In forza di quanto esposto sinora, emergono due punti fondamentali sui quali si basa la normativa attualmente disciplinante l’esercizio dell’attività pubblicitaria quando questa sia posta in essere su suolo pubblico: il primo è il preminente obiettivo del codice della strada teso a tutelare la sicurezza della circolazione; il secondo è la conseguente necessaria imposizione di limiti alla collocazione di impiantistica pubblicitaria su territorio appartenente al patrimonio pubblico.
Strettamente correlato a quest’ultimo punto è quanto viene previsto nel suddetto codice e nel collegato regolamento di esecuzione in merito alla necessità di ottenere previamente autorizzazione da parte dell’ente proprietario della strada .... [continua]
Il padre delle sorelle MI.Gi. e MI.Ma., deceduto alla fine degli anni '70, aveva costruito un edificio su di un terreno demaniale. Il fatto che esse abbiano inoltrato una richiesta di sdemanializzazione dell'area su cui sorge il manufatto, dichiarando falsamente che l'edificio in questione era stato costruito prima della intervenuta modifica della normativa urbanistica degli anni '60, integra il reato di falso ideologico del privato in atto pubblico ex art. 483 c.p. ma non può di per sé solo essere idoneo ad integrare il reato di cui all'art. 633 c.p.
§ 1. Premessa
Il padre delle sorelle MI.Gi. e MI.Ma., deceduto alla fine degli anni ’70, aveva costruito un edificio su di un terreno demaniale. Il fatto che esse abbiano inoltrato una richiesta di sdemanializzazione dell’area su cui sorge il manufatto, dichiarando falsamente che l’edificio in questione era stato costruito prima della intervenuta modifica della normativa urbanistica degli anni ’60, integra il reato di falso ideologico del privato in atto pubblico ex art. 483 c.p. ma non può di per sé solo essere idoneo ad integrare il reato di cui all’art. 633 c.p.
Inoltrandoci quindi nell’analisi di tale sentenza risulta necessario scindere la problematica relativa al reato di falso ideologico da quella relativa all’occupazione abusiva di terreni ed edifici, in quanto il Giudice estensore del provvedimento in parola ha scis .... [continua]
Posto che la tutela del paesaggio contemplata dall'articolo 9 della Costituzione non figura nell'elenco dell'articolo 117 delle materie di competenze regionale, né in quelle di competenze ripartita, è toccato alle Regioni stesse, attraverso l'esercizio della competenza legislativa nelle materie che variamente interferiscono o sono connesse con la tutela del paesaggio - urbanistica, turismo, agricoltura, caccia, ecc. - assicurare la tutela e la valorizzazione della qualità paesaggistica.
§ La normativa regionale: alcuni esempi nella gestione del paesaggio
Posto che, come detto in precedenza, la tutela del paesaggio contemplata dall’articolo 9 della Costituzione non figura nell’elenco dell’articolo 117 delle materie di competenze regionale, né in quelle di competenze ripartita, è toccato alle Regioni stesse, attraverso l’esercizio della competenza legislativa nelle materie che variamente interferiscono o sono connesse con la tutela del paesaggio – urbanistica, turismo, agricoltura, caccia, ecc. – assicurare la tutela e la valorizzazione della qualità paesaggistica.
L’emanazione della legge Galasso ha obbligato le Regioni ad una legiferazione, relativamente alla gestione delle competenze in materia di paesaggio ed in quella relativa ai piani paesaggistici, che ha imposto diverse scelte .... [continua]
Molteplici sono stati gli interventi legislativi che hanno avuto come obiettivo l'incremento delle possibilità di partecipazione del privato al procedimento amministrativo, perseguendo principi di trasparenza ed imparzialità dell'operare della Pubblica Amministrazione e con lo scopo di instaurare un contraddittorio in posizione di parità tra il privato e la Pubblica Amministrazione stessa.
§ 1. Premessa
Molteplici sono stati gli interventi legislativi che hanno avuto come obiettivo l’incremento delle possibilità di partecipazione del privato al procedimento amministrativo, perseguendo principi di trasparenza ed imparzialità dell’operare della Pubblica Amministrazione e con lo scopo di instaurare un contraddittorio in posizione di parità tra il privato e la Pubblica Amministrazione stessa.
La concezione del potere amministrativo quale estrinsecazione di autorità ed unilateralità è stata superata dall’introduzione del principio del giusto procedimento, che predilige la collaborazione tra il privato e la Pubblica Amministrazione, attraverso un confronto dialettico e paritario. I principali istituti di partecipazione al procedimento amministrativo si trovano raccolti nella Legge fondamentale sul procedimento .... [continua]
Ogniqualvolta ci si trovi a dover affrontare una tematica inerente questioni che riguardano il patrimonio pubblico, ed in special modo la tutela dello stesso ed il necessario contemperamento dei diversi interessi che possono trovarsi a confliggere tra loro, è impossibile prescindere dalla preventiva analisi, seppur breve, dei principi giuridici sovraordinati.
§ 1. Disciplina e tutela del libero esercizio dell’iniziativa economica privata: art. 41 Costituzione.
Ogniqualvolta ci si trovi a dover affrontare una tematica inerente questioni che riguardano il patrimonio pubblico, ed in special modo la tutela dello stesso ed il necessario contemperamento dei diversi interessi che possono trovarsi a confliggere tra loro, è impossibile prescindere dalla preventiva analisi, seppur breve, dei principi giuridici sovraordinati.
Nell’affrontare tale tematica, dunque, ciò che si rivela indispensabile in prima battuta è avere uno schema di riferimento, che sia in grado di dare una corretta impostazione al lavoro e ne faciliti la lettura, anche perché trattasi di tematiche alquanto complesse e che possono, perciò, richiedere sforzi interpretativi di non poco conto. .... [continua]
La sentenza in chiosa riprende un tema scottante nell'ambito della materia demaniale che, come risaputo, tocca vari aspetti del diritto pubblico e privato. La dismissione e il trasferimento dei beni del demanio pubblico hanno ricevuto una spinta legislativa imponente per tutto l'arco degli anni '90 fino ad assumere, oggigiorno, connotati rilevanti visto l'approdo al “federalismo demaniale” col D.Lgs. n. 85 del 2010 .
§ 1. Premessa
La sentenza in chiosa riprende un tema scottante nell’ambito della materia demaniale che, come risaputo, tocca vari aspetti del diritto pubblico e privato. La dismissione [1] e il trasferimento dei beni del demanio pubblico hanno ricevuto una spinta legislativa imponente per tutto l’arco degli anni ’90 fino ad assumere, oggigiorno, connotati rilevanti visto l’approdo al “federalismo demaniale” col D.Lgs. n. 85 del 2010 [2].
Se, con riguardo ai profili inerenti alla privatizzazione e alla concessione dei beni demaniali, la giurisprudenza è intervenuta più volte con fervore e lungimiranza, sul tema del trasferimento dei beni pubblici tra stato e enti territoriali, quindi all’interno dello stesso rapporto pubblico, si è scarsamente dibattuto considerando, in verità, il fascino e la rilevanza de .... [continua]
I problemi definitori sono acuiti dal fatto che l'articolo 117, oltre ad ascrivere la tutela tra le materie di competenze statale esclusiva, annovera tra le materie di potestà legislativa ripartita la «valorizzazione dei beni culturali e ambientali».
§ Il riparto delle competenze tra Stato e Regioni: problemi definitori
Come è noto, l’articolo 117, comma 2, lett. s) della Costituzione demanda alla potestà legislativa esclusiva dello Stato la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali; mentre il terzo comma del medesimo articolo 117 menziona tra le materie di potestà legislativa concorrente la valorizzazione dei beni culturali e ambientali, nonché il governo del territorio. La questione che si pose all’attenzione degli interpreti subito dopo la riforma costituzionale, fu proprio quella relativa alla individuazione delle autorità cui era demandata la potestà legislativa in materia di tutela del paesaggio, allorché il nuovo articolo 117 non menziona la materia del paesaggio né tra le materie di legislazione esclusiva statale, n&eac .... [continua]
La pronuncia in epigrafe è fondamentale perché chiarisce in modo inequivocabile come l'azione dell'Amministrazione debba essere improntata al rispetto “zelante” dei valori dell'imparzialità e della trasparenza, non solo quando sia parte attiva di un contratto, ma anche in tutti quei casi nei quali un atto amministrativo, quale esso sia, è suscettibile di fornire un guadagno a un soggetto economico che operi in un regime di libero mercato.
§ 1. Premessa
La pronuncia in epigrafe è fondamentale perché chiarisce in modo inequivocabile come l’azione dell’Amministrazione debba essere improntata al rispetto “zelante” dei valori dell’imparzialità e della trasparenza, non solo quando sia parte attiva di un contratto, ma anche in tutti quei casi nei quali un atto amministrativo, quale esso sia, è suscettibile di fornire un guadagno a un soggetto economico che operi in un regime di libero mercato. Il Consiglio di Stato nella sentenza del 4 aprile 2011 n. 2097, ha stabilito come debba essere utilizzata la procedura comparativa tutte le volte in cui un atto amministrativo, non importa quale sia la sua qualificazione, sia suscettibile di arrecare un vantaggio a un soggetto che si trovi a operare in un regime concorrenziale.
Nel caso che era stato sottoposto al suo giudizio d .... [continua]
La presente analisi è dedicata agli oneri per l'occupazione del suolo pubblico, un servizio che i Comuni possono decidere se assoggettare ad una tassa (TOSAP, la forma tradizionalmente in uso fin dal 1993), oppure ad un canone (COSAP, una forma innovativa cui i municipi possono optare da qualche anno). L'analisi prende le mosse da una recente sentenza del TAR Lecce, che, partendo dall'applicazione del canone per le occupazioni permanenti realizzate da aziende di erogazione di pubblici servizi, arriva a delineare i tratti caratteristici e distintivi dei due tipi di entrata.
§ 1. Premessa
La presente analisi è dedicata agli oneri per l’occupazione del suolo pubblico, un servizio che i Comuni possono decidere se assoggettare ad una tassa (TOSAP, la forma tradizionalmente in uso fin dal 1993), oppure ad un canone (COSAP, una forma innovativa cui i municipi possono optare da qualche anno). L’analisi prende le mosse da una recente sentenza del TAR Lecce, che, partendo dall’applicazione del canone per le occupazioni permanenti realizzate da aziende di erogazione di pubblici servizi, arriva a delineare i tratti caratteristici e distintivi dei due tipi di entrata.
Dopo aver brevemente ripercorso le vicende normative relative alla tassa e al canone per l’occupazione del suolo pubblico, si cercherà di seguire, nell’analisi delle diverse questioni affrontate dal giudice amministr .... [continua]
Dal gennaio 2012 entrerà in vigore una seria e più responsabilizzata procedura gestionale degli acquisti - vendite e manutenzioni relative agli immobili pubblici. Tali formalità sono state decise nell'ambito della manovra economica 2011.
L’articolo 12 della Legge n.111/2011 definisce le nuove procedure - con decorrenza 1.1.2012 - per tutte le operazioni di acquisto e vendita degli immobili appartenenti alle amministrazioni pubbliche non territoriali e non previdenziali.
Infatti l’Agenzia del Demanio – sentito il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - curerà tutte le decisioni di spesa relative agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria effettuati sugli immobili di proprietà dello Stato e utilizzati per fini istituzionali.
Sono fatte salve le risorse attribuite al Ministero delle infrastrutture per gli interventi relativi agli immobili pubblici statali e demaniali e di conseguenza le decisioni di spesa saranno assunte nei limiti delle risorse dallo stesso Ministero sentito il parere dell’Agenzia del Demanio.
Vengono attribuite all’Agenzia demaniale le decisioni di spesa per gli interventi di manutenzione po .... [continua]